I MONACI CIRCENCENSI

 

 

L'opera dei monaci, benché immersa in quel silenzio necessario al dialogo con Dio, non è mai oziosa ed inoperosa, bensì sempre protesa a quel salutare equilibrio tra corpo e mente che si assicura attraverso il lavoro creativo.

Il lavoro, svolto in nome dell'obbedienza, non è soltanto un esercizio di ascesi penitenziale e una necessità per la sussistenza, ma anche un momento di creatività e un mezzo di progresso.

L' opus Dei, La lectio Divina e il labor manum sono i tre momenti che scandiscono la vita dell'abbazia. Ed è in quest'ottica che va inteso il lavoro delle officine dell'abbazia di Piona.

Le erbe medicinali, le creme cosmetiche, il miele e i liquori, sapientemente distillati secondo ricette antiche, tradizionali, sono il frutto di quel lavoro, che, insieme alla preghiera, è indicato da San Benedetto quale esempio per una vita di carità cristiana. 

 

 

 

 

La creatività è una dote innata nell'individuo ma quando i fattori ambientali collaborano con quelli personali si crea il binomio:  ARTE-SPIRITUALITA', sintesi determinante per poter rappresentare figurativamente gli aspetti più nascosti ma più veri del mondo che ci circonda. Questa è la dote fondamentale dell'artista. Tra i monaci dell'Abbazia di Piona non mancano esempi di tal tipo.

Abbiamo conosciuto ed ammirato  Frà Pier   il quale ha saputo fondere in modo esemplare, la sua vocazione al monachesimo con le sue innate qualità pittoriche, creando opere di notevole pregio artistico.

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