I Monaci Cistercensi

L'opera dei monaci, benché immersa in quel silenzio necessario al dialogo con Dio, non è mai oziosa ed inoperosa, bensì sempre protesa a quel salutare equilibrio tra corpo e mente che si assicura attraverso il lavoro creativo.

 

Il lavoro, svolto in nome dell'obbedienza, non è soltanto un esercizio di ascesi penitenziale e una necessità per la sussistenza, ma anche un momento di creatività e un mezzo di progresso.

 

L' opus Dei, La lectio Divina e il labor manum sono i tre momenti che scandiscono la vita dell'abbazia. Ed è in quest'ottica che va inteso il lavoro delle officine dell'abbazia di Piona.

Le erbe medicinali, le creme cosmetiche, il miele e i liquori, sapientemente distillati secondo ricette antiche, tradizionali, sono il frutto di quel lavoro, che, insieme alla preghiera, è indicato da San Benedetto quale esempio per una vita di carità cristiana. 

La giornata monastica dell'Abazzia di Piona

Fonte di ispirazione e punto di riferimento per la vita dei monaci Cistercensi e dunque per la comunità monastica dell'abbazia di Piona è la regola di san Benedetto; per questa ragione l'Ordine Cistercense fa parte della grande famiglia benedettina. E' noto che la Regola di san Benedetto si compendia, sebbene l'espressione sia riduttiva nel motto: "Ora et labora",  Prega e lavora. Preghiera e lavoro scandiscono la giornata del monaco.

 

Dalla levata alle ore 5.00, le prime tre ore sono dedicate a Dio con la recita dell'Ufficio divino: matutino e lodi, cui segue la concelebrazione della santa messa in canto.

Dopo la colazione il lavoro manuale occupa i monaci fino alle ore 11.00 onde laciare spazio ad un tempo  per lo spirito nel quale fino a mezzogiorno, studio, letture e approfondimento di testi biblici e patristici nonchè di aggionamento, si sostituiscono alle occupazioni di ordine manuale. La recita dell'Ora media, cui segue il pranzo, chiude la prima metà della giornata. Nel pomeriggio dalle ore 14.00 alle 17.00 ancora lavoro manuale normalmente agricolo, poi ancora tempo per lo spirito fino alle ore 18.30 quando i monaci si riuniscono  nel coro per il canto del Vespro e la recita del santo Rosario. Segue la cena e alle 20.30 tutti  nella sala capitolare per la lettura spirituale da dove la comunità si trasferisce nel coro per  la recita della Compieta che, con il canto della  "Salve Regina, conclude la giornata monastica.

 

Il lavoro manuale, cui si è accennato, comprende la manutenzione di tutti gli ambienti interni ed esterni ed il lavoro agricolo, ossia la conduzione del vigneto, dell'uliveto, del frutteto e dell'ortaglia. A conclusione di questa carellata sulle attività svolte dalla comunità, va ricordato il lavoro per la tradizionalmente praticata produzione dei liquori a base di erbe e dei preparati per le tisane i cui proventi permettono di far fronte a tutte le spese che il complesso monastico comporta e di sostenere le nostre opere in terra di missione.

 

Per i monaci presbiteri si aggiunge il ministero sacerdotale  che si esprime in aiuto ai parroci dei dintorni per celebrazioni di sante messe, ascolto di confessioni, predicazioni; ai monaci di Piona è inoltre affidata la conduzione di una piccola parrocchia della frazione di Olgiasca.

 

Nell'offerta a Dio della loro giornata così articolata tra praghiera e lavoro, i monaci di Piona si augurano di onorare nel modo migliore quanto il santo padre Benedetto prescrive nella sua Regola: "L'ozio è nemico dell'anima: perciò i fratelli, in tempi stabiliti, devono attendere al lavoro manuale; in altre ore, pure assegnate, alla sacra lettura"; e più avanti: "... perchè sono veri monaci appunto quando vivono col lavoro delle loro mani". (Regola cap.48)

© 2014 by Corrado Bosco

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